La chiesa#

Visita Pastorale 2014

SALUTO DEI PICCOLI
Io sono piccolo e non so dire parole difficili, per questo dico: Ben venuto Papà.Quando i nostri papà arrivano a casa siamo sempre noi più piccoli per primi a correre incontro per salutarlo e abbracciarlo e poi dirgli tutte le marachelle che abbiamo fatto.Tu sei il nostro papà, così ci ha sempre insegnato don Raffaele, e quando ci ha detto che venivi nella nostra casa a farci visita, e stavi qualche giorno con noi, siamo corsi veloci per dirti che ti vogliamo tanto bene, che siamo felici della tua visita, che ti racconteremo tutto, anche quanto siamo birichini, ma soprattutto ti diremo che vogliamo tanto bene a Gesù, a Don Raffaele e a don Giovanni. Se facciamo un po’ di casino in questi giorni non te la prendere a male, e perché vogliamo far sentire la nostra voce, anche se ci dicono sempre di stare zitti, sia le nostre mamme e anche le catechiste; don Raffaele non ci dice niente, ma basta che ci guarda e noi ci ammutoliamo. Ma noi siamo sicuri che tu ci vuoi sentire così ti rendi conto che noi ci siamo. Grazie che in questi giorni sei con noi. Ti diciamo grazie prima col cuore, ma siccome il cuore non si vede, te lo facciamo vedere con le nostre bandierine e con i nostri evviva.


SALUTO DEI GIOVANI


BENVENUTO Eccellenza Reverendissima, don  Mimmo.

E’ con entusiasmo, gioia e calore che noi Giovani della Parrocchia SFAF oggi l’accogliamo come pastore e padre e le diamo il benvenuto nella nostra comunità. È bello per noi essere qui con lei stasera: la sua visita pastorale nella nostra parrocchia è occasione di crescita, di confronto, di un “prendersi a cuore” che sa di un interessarsi, richiama il motto di don Milani “I care” mi importa, m’importa di questa visita pastorale e questo coinvolgimento ci fa uscire dall’anonimato; non siamo più numeri, ma persone, volti e storie chiamati a fare un cammino insieme. Il tempo che viviamo ci vede un po’ disorientati, crollano i punti di riferimento, la precarietà investe non solo la sfera lavorativa ma anche quella affettiva, c’è poca voglia di costruire e di progettare, si vive il presente come unico stadio e del futuro non vi è traccia, eppure, paradossalmente, può essere proprio questo il “momento favorevole” per gettare nuove basi, per “vendere il mantello e comprare una spada…” “ Mentre il mondo cade a pezzi io compongo nuovi spazi e desideri che appartengono anche a te, che da sempre sei per me l’essenziale”, così ha cantato Marco Mengonia a Sanremo e questo è l’augurio che stasera ci facciamo: perchp questa visita pastorale sia l’occasione per noi di comporre insieme nuovi spazi e di far nascere straordinari desideri, che sanno di Bene perché originati nel bene e per il bene della nostra comunità; desideri che ci richiamano a tornare all’essenziale e che fanno dell’essenziale la nostra ragione di vita. Nel ringraziarla per questa visita Le promettiamo di ricordarla nelle nostre preghiere affinché lo Spirito Santo guidi sempre i suoi passi. Intanto affidiamo alle sua preghiere le nostre ansie, le nostre crisi di crescita, le nostre paure, ma anche le nostre speranze e i nostri progetti.

Grazie ancora di essere qui. AUGURI.


SALUTO DEGLI ADULTI


Dopo il saluto dei ragazzi e dei giovani, non può mancare quello di noi adulti.

Ecc. Rev. ma, nel darvi il benvenuto nella nostra parrocchia, in occasione della visita pastorale, vi diciamo subito in tutta sincerità che per noi, e crediamo anche per voi, sarà bello stare insieme non solo per qualche ora, come le altre volte, ma per più giorni. La vostra presenza sarà una spinta a continuare con entusiasmo il nostro cammino di fede, a vivere con gioia momenti di preghiera, ad ascoltare con entusiasmo la vostra parola, a condividere con calore i momenti di incontri e di fraternità. Ci siamo preparati, sotto la protezione di San Francesco Antonio Fasani, nostro protettore, perché questi giorni possano lasciare un segno visibile in tutti noi, farci comprendere sempre di più che la Parrocchia è una famiglia di tutti, nella quale ognuno di noi si deve sentire responsabile per il bene di tutti; che noi laici non possiamo e non dobbiamo delegare solo ai nostri sacerdoti il peso della parrocchia, ma che dobbiamo collaborare sempre di più; che non ci sono figli privilegiati ed altri abbandonati, perché tutti siamo uguali davanti al Signore e davanti ai nostri sacerdoti che fino ad oggi hanno dato il meglio di se stessi per accogliere tutti e a tutti dare la parola di Dio e la sua grazia attraverso i sacramenti. Voi, in questi giorni, visiterete il nostro quartiere, incontrerete i nostri figli, dai più piccoli ai giovani; le associazioni e i vari gruppi parrocchiali, gli ammalati e gli anziani … vi renderete conto di tutta la sua realtà sia in positivo che in negativo… Ci aspettiamo  da voi una parola sincera di Padre, che sia da luce e da guida per migliorarci, per spronarci, per entusiasmarci, per fare di tutti noi dei veri cristiani che vogliono crescere. Se è necessario, non abbiamo paura anche di qualche vostro rimprovero, perché anche questo sarà segno del vostro affetto per noi. Ringraziando il Signore, in questi 19 anni la parrocchia è cresciuta sia nel numero degli abitanti, ma soprattutto sta diventando una vera comunità cristiana; però riconosciamo che c’è bisogno ancora di tempo, di lavoro e di grazia del Signore, perché tanti abitanti sono ancora lontani e vedono la parrocchia solo come un luogo per i sacramenti dei figli e per richiedere qualche certificato; anzi alcuni sono ancora talmente legati al passato che non conoscono proprio né la Chiesa e né i nostri sacerdoti. Anche a loro bisogna arrivare. Sempre ringraziando il Signore, la sua grazia dà i suoi frutti, e vostra Ecc. lo sa bene; anche se giovane la nostra comunità ha dato alla Chiesa due giovani sacerdoti, don Danilo e don Michele, ed altri giovani sono in cammino sulla stessa strada. Molte famiglie  si sono avvicinate di più alla Chiesa, i ragazzi numerosissimi frequentano la catechesi in preparazione ai sacramenti, alcuni giovani cominciano a sentire che vivere nella propria parrocchia è bello, un bel gruppo di famiglie frequenta la catechesi settimanale, abbiamo tre gruppi che animano con il canto le nostre celebrazioni… Non voglio aggiungere altro, perché saprete scoprire da solo cos’è la nostra parrocchia e come la vorreste. Certamente ricordate l’entusiasmo con cui vi abbiamo accolto appena arrivato a Lucera, siamo stati i primi ad avere questo privilegio. Quell’entusiasmo non è morto, anzi è cresciuto, perciò siamo qui a darvi il benvenuto e a dirvi tutta la nostra gioia. La nostra Parrocchia è stata sempre la vostra casa, e siamo sicuri che lo sarà maggiormente in questi giorni.

Ecc. benediteci tutti e, ancora una volta, benvenuto in mezzo a noi.