La chiesa #

La Chiesa



Giugno 1986. Il vescovo Mons. Carmelo Cassati, in un clima ancora festoso per la canonizzazione di San Francesco Antonio Fasani, il 'Padre Maestro', chiede ai sacerdoti il parere per un segno visibile di amore di tutta la comunità diocesana al grande santo lucerino. Era appena iniziata la nascita di un nuovo quartiere di Lucera, conosciuto come LUCERA DUE: pochi palazzi svettanti sopra i numerosi alberi di ulivo, con la previsione di diventare un grande agglomerato periferico. Ecco il luogo ideale per una nuova parrocchia intitolata proprio al nostro santo. Si diede subito il via al riconoscimento canonico e civile, ma in realtà, vista la lentezza della sua espansione, il quartiere continuò a far parte della parrocchia san Giovanni Battista. Ci fu, in seguito, un'accellerazione nell'insediamento, e gli abitanti sentirono il bisogno di una presenza religiosa più viva e costante in loco, che la vecchia parrocchia non riusciva a dare.

Nel 1995, il vescovo Mons. Raffaele Castielli, nella nuova sistemazione delle parrocchie della diocesi, facendosi carico del desiderio sempre più pressante degli abitanti di Lucera Due, in continua espansione, decise che era giusto che la parrocchia diventasse una realtà non solo sulla carta, ma nella vita del quartiere. Scelse il parroco che iniziò subito la ricerca di un locale da adibire a Chiesa. Il 3 marzo 1996, dopo 10 anni dalla sua istituzione canonica, la Parrocchia diventa una realtà del quartiere. Anche se il locale è insufficiente, la gioia è immensa e gli abitanti lo sentono veramente come Casa di DIo, luogo di preghiera. Il Padre Maestro ci è vicino e le sue spoglie mortali, in occasione del decennale della sua canonizzazione, visitano la nostra piccola comunità, restando per due giorni nella nostra minuscola chiesa per incontrare gli abitanti di Lucera Due.

I primi battesimi e le prime comunioni trasformano il piccolo locale in un angolo di paradiso. Sorgono, però, i primi problemi: dove accoglieremo i tanti bambini, visto che il quartiere è formato in maggior parte da coppie giovani? Si libera un locale pià grande e subito facciamo il trasloco. Abbiamo nel nostro piccolo tutto quello che ci serve. Intanto è già partito l'iter per la costruzione di un complesso parrocchiale adeguato. La CEI approva il progetto e il finanziamento, mentre il Comune regolarizza la cessione del suolo. L'arch. Nunzio Tomaiuoli e l'ing. Carlo Follieri si mettono all'opera per completare il progetto definitivo e, finalmente, il 27 settembre 1998, dopo appena due anni, in un pomeriggio di pioggia, con una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Francesco Zerrillo e la partecipazione del vescovo emerito Mons. Raffaele Castielli, alla presenza di autorità religiose, civili e militari della città, viene posta la prima pietra del Nuovo Complesso Parrocchiale San Francesco Antonio Fasani. Il cammino è lungo e irto di difficoltà di ogni genere, ma il Padre Maestro non ci abbandona.

Il 21 dicembre 2002, finalmente, il 'Sogno diventa realtà'. Una folla immensa non solo del quartiere ma di tutta la città, partendo dalla piccola chiesa provvisoria, si riversa nella nuova chiesa, per ammirare l'opera e, soprattutto, per ringraziare il Signore e il Padre Maestro. La Chiesa è grande, ma architettonicamente ben congegnata e arricchita anche dall'opera dell'arch. G. Ponzio, dell'arch. Domus per l'Abside, la Cappella del SS. Sacramento e il Battistero, dalle vetrate della DOMUS DEI, della VIA CRUCIS di G. Seta e dai banchi della ditta TEMPLUM ARTIS, delle campane offerte dalla famiglia Matteo Campanile in memoria del figlio Nicola. Un pensiero particolare alla Ditta IMPRESUD per l'amore e la passione profusa nella realizzazione di tutto il complesso.

Sono passati 10 anni da quel fatidico 3 marzo 1996, ma mancava ancora una cosa importante nella nostra chiesa, la Cappella dedicata al santo protettore. Anche questo sogno si è realizzato. Il 12 marzo 2006 è stata inaugurata la Cappella, con l'aiuto di alcuni benefattori, ad opera dell'artista Salvatore Lovaglio. Un'opera da ammirare sia nei singoli pezzi che la compongono e sia nell'insieme, con al centro la figura stupenda del Padre Maestro in bronzo.

 

don Raffaele Antonacci, parroco

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CRITERI PROGETTUALI

La Chiesa
I percorsi guida che hanno animato la progettazione dell'Edificio-Chiesa sono stati.
a) la Chiesa come 'Domus Ecclesiae' (casa della Assemblea), luogo cioè dove la comunità cristiana, convocata dal Padre e mossa dallo Spirito, celebra il SIgnore risorto nei segni del convito;
b) la Chiesa come luogo della presenza di Dio; presenza 'premurosa e proteggente' significata, durante l'esodo, da ali d'aquila (Es 19,4 e Dt 32,11); presenza dialogante, tra le ali dei cherubini, nella Tenda Dimora e nel Tempio di Gerusalemme;
c) la Chiesa come luogo ascensionale: il concetto del cammino ascensionae del cristiano porta a considerare l'ascensione verso la città santa (Gerusalemme), veso l'alto, verso Dio, come ci è indicato dai Salmi.
L'aula della hiesa è di forma circolare, per significare la partecipazione assembleare del popolo di Dio al convito eucaristico. Questa disposizione tende, tra l'altro, a tradurre l'auspicata unità dei convocati all'altare, mettendo così in risalto anche il sacerdozio dei fedeli, quello comune, base e fondamento di quello ministeriale.

Sotto il profilo funzionale la tipologia adottata consente all'assemblea non solo di disporsi a 'ventaglio' attorno all'altare, ma anche di volgere, senza ostacolik, lo sguardo, la partecipazione e i passi verso lo spazio-fulcro (abside) dell'azione liturgica: altare, ambone, presidenza.

Entrando nell'aula lo sguardo si posa subito sull'apice: il presbiterio. Ha la frma semicircolare ed è distinto dall'aula per materiali, elevazione, illuminazione e elementi architettonici qualificanti. In esso, a quote diverse, figurano l'altare, l'ambone e la sede del presidente dell'assemblea.

All'esterno dell'aula, lungo il settore circolare, sono collocati, partendo dalla destra dell'ingresso principale, il Battistero, l'Aula Penitenziale, la Cappella feriale e del Santissimo e la Sacrestia; mentre sulla sinistra è collocata la Stanza per i bimbi e la Cappella del Padre Maestro.

La copertura, in legno lamellare, ha la forma di un'ala. Si è voluto riproporre l'immagine biblica dell'ala, significante la presenza 'proteggente' e 'dialogante' del Dio d'Istraele. L'ala che produce ombra, riparo, sicurezza, protezione e gioia: 'Il Signore è il tuo custode, il SIgnore è come ombra che ti copre e sta alla tua destra' (Sal 121,5); '... ed io all'ombra delle tue ali voglio gioire' (Sal 63,8).

Parte integrante della chiesa è il Campanile. Posto davanti al sagrato, in asse con il presbiterio, è un elemento teso ad esaltare il motivo ascensionale della chiesa. Il suo verticalismo (circa 50 m), acuito dalla particolare forma ad 'U', intende non solo rimarcare il valore segnico della presenza del sacro, ma imporsi anche come 'faro', punto di riferimento e simbolo del quartiere.

 

I locali Pastorali
A ridosso della Chiesa vi sono gli edifici per il Ministero Pastorale. Essi si compongono di tre parti: la prima è per gli Uffici a piano terra e la Casa canonica al primo paino; la seconda parte è formata da n. 16 aule per le attività di catechesi, di incontri e anche di svago per tutti (fanciulli, ragazzi, giovani e adulti). L'ultima parte è destinata al Salone-Teatro parrocchiale che, quando sarà completato, avrà capienza di circa 350 posti a sedere.

La Chiesa è collegata alle strutture per il Ministero pastorale da un piazzale e da un porticato, che segue tutto il piano terra. E' il luogo della socializzazione della Comunità e dell'incontro fraterno.